Pubblicato su Finanza&Mercati
di Nicola Bruno
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17 Aprile 2008
Mind the Bridge, la gara di business plan per start-up tecnologiche vede trionfare Econoetica e il suo software dedicato al turismo Prossima tappa del viaggio tra Italia e Usa in autunno
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Lo ha ribadito solo pochi giorni fa il Global Information Technology Report del World Economic Forum di Ginevra: l’Italia non brilla per dinamicità nell’Ict (dal basso della posizione numero 42 nel mondo) e ciò dipende anche dai pochi investimenti in start-up ad alto contenuto innovativo. Secondo i dati raccolti dagli esperti svizzeri è più facile trovare un finanziamento di venture capital in Kenya o nelle Filippine che nel nostro Paese. Forse non saremo mai la Silicon Valley del Mediterraneo, ma c’è chi prova a guardare oltre il pessimismo nostrano e a creare un punto di contatto tra Italia e America, mecca degli investimenti di rischio. Per attirare eventuali flussi di capitali,maanche per innescare circoli virtuosi tra imondi del business e dell’innovazione. È il caso di Mind The Bridge, la gara tra business-plan ideata dal dirigente di Google Marco Marinucci e supportata da diverse realtà italo-americane, tra cui l’associazione di imprenditori di prima generazione First Generation Network. La prima edizione del concorso ha chiuso i battenti proprio questa settimana, con un workshop formativo a Roma in cui i partecipanti hanno avuto modo di presentarsi a potenziali partner e investitori di successo. Un’occasione di formazione e networking per le tante start-up che non hanno preso parte al roadshow organizzato in Silicon Valley in marzo.
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«La manifestazione ha riscosso apprezzamenti al di là di ogni aspettativa - spiega Marinucci a Finanza&Mercati -Abbiamo ricevuto circa 50 business-plan, provenienti da diverse tipologie di soggetti (privati, enti di ricerca, università) con una netta prevalenza di progetti nel campo biotech ». Alla finale californiana hanno però potuto accedere solo cinque di loro: VivaBioCell (biotecnologia e ingegneria dei tessuti), Nano4Bio (nano-superfici per cellule e bio-sensori), Blucape (sviluppo di una rete wireless globale attraverso il segnale Bluetooth), BioMan (integratori alimentari) ed Econoetica (multimedia per il turismo). E proprio quest’ultima si è aggiudicata la vittoria finale con un piano di espansione di Arianna, la videoguida multimediale su palmare già commercializzata in diverse città italiane. «Progetto inizialmente orientato al turismo e che insieme abbiamo rifocalizzato per renderlo multipiattaforma e con contenuti maggiormente incentrati su ciò che accade in città. Immaginatelo come il londinese TimeOut in versione multimediale», spiega a l’imprenditore Luigi Orsi Carbone, che ha affiancato Econoetica durante il periodo di preparazione al tour in SiliconValley. |
Ma al di là dell’aspetto puramente competitivo e della possibilità di ricevere un finanziamento, Mind The Bridge intende puntare sul processo e spiegare a chi ha una buona idea in tasca come presentarsi in maniera efficace agli investitori. Un trasferimento culturale (prima che tecnologico), cruciale per attirare l’interesse di business angel e venture capitalist. E che ancora rappresenta l'anello debole del sistema italiano, secondo Marinucci: «Dall’analisi dei progetti pervenuti, abbiamo trovato conferma di quanto sospettavamo. Non siamomolto bravi nella redazione di un business-plan: magari abbiamo buoni progetti di ricerca, ma spesso è difficile coglierne il potenziale economico. Anche sul fronte delle presentazioni c’è molta strada da fare: difficilmente si riesce a essere chiari e spesso finiamo per sotto-vendere le nostre idee. È per questo che per la seconda edizione del concorso (in programma per l’autunno) abbiamo pensato di anticipare e potenziare i momenti formativi».
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